Hi people.
Oggi un premessa bellissima che ho letto su una rivista mi ha ispirato a scrivere quest’ articolo.
Avete mai ascoltato un vinile ( un disco ) ?
Avete mai pensato quando ascoltate la vostra playlist preferita che qualità vi offre?
In pratica, avete mai avuto modo di mettere a confronto un suono scavato dalla puntina ed un suono di natura digitale ?
Bhè, io ho avuto il piacere ed il modo di mettere a confronto questi due diversi “modi” d’ascoltare musica, e cari ragazzi non esiste paragone…
Il suono caldo, pastoso, a basso cupo e pieno, e ad alto spiccante e stuzziacante scavato nei piccolissimi sorchi di un vinile è unico, speciale e tutt’ ora inimitabile.
Non esistono eguali, non esistono paragoni.
Il modo di fruire la musica negli ultimissimi anni è cambiato in un modo pazzesco, passando dalle gerazioni “cresciute col vinile” alla generazione che a 5 anni un bambino possiede già un lettore mp3, pieno zeppo di musica, sicuramente scaricata dal “mulo”.
Eh si, una volta una sorta di playlist si poteva creare passando gli lp su una musicassetta, magari scgliendo i dischi appopriati…oggi basta sapere il semplice nome dell’artista di un brano, o addirittura il solo genere musicale per crearsi in pochissimi minuti una playlist del tutto originale in base ai propri gusti, sicuramente bella, ma sicuramente in un certo senso finta…
Si finta. Provate solo a pensare che un disco, oggi, costa tra le 6, 7 euro alle 20, 25, 30 anche 50 euro.
Per comprare 4 dischi in media dobbiamo sborsare piu di 50 euro…per scaricare 4 canzoni nn dobbiamo fare altro che aspettare un quarto d’ora…tutto gratis, tutto facile, tutto alla portata di mano…
Ok, continuiamo col nostro viaggio…
Dopo qualche anno arrivarono i cd, che portarono la semplicità di ascquistare una playlist musicale completa in un supporto così piccolo e così comodo…
Bhè, i cd ebbero successo, ma parecchi cominciarono da subito a sentire la mancanza del “vecchio supporto”, a sentire un mancamento qualitativo di ciò che ascoltavano, parecchi cominciarono ad essere stufi di vedere quei supporti tutti uguali, racchiusi in foderini tutti uguali…
Si sentì in pratica già la nostalgia di quella bella copertina colorata e bella da vedere di un vinile; si sentì la nostalgia dello sfizio di appoggiare la puntina sul disco, magari di graffiare un pò, prima che partisse il suono…
Il modo di fruire la musica ebbe un primo mutamento, ma ancora il nostro caro giradischi rimase in casa, anche se presto sarà destinato ad essere depositato in mazzarda a colmarsi di polvere e a sentirsi solo e tradito…
Pian piano, col tempo, tutti si abituarono e tutti cominciarono ad abituarsi ai cd…in casa, in auto…
si cominciò a dimenticare e a scordarsi di quei vecchi pezzi di plastica tondi e neri, tanto brutti e tanto ingobranti…
Oggi, cari amici, il brutto “coso” nero, tondo e ingobrante, è il simbolo della cultura musicale, simbolo di qualità e di bellezza persa durante gli anni…
Oggi pian piano per certi versi si torna indietro, si rispolverano i giradischi racchiusi in scatole oramai rovinate dall’ umido in mazzarda…e gli appassionati, gli audiofili, gli amanti della qualità ancora sono disposti a spendere soldi per comprarli, per comprare le puntine…e il bello è che sono ancora disposti a comprare LA VERA MUSICA.
Ora vi chiederete:” Ma perchè io devo spendere un sacco di soldi, spazio e tempo per comprare gli lp se posso scaricare quello che voglio in pochissimi minuti, seduto davanti al pc e senza spendere un centesimo???”
Il problema è che nessuno si chiede se deve comprare un lp che gli offre la vera qualità, o se scaricare un “192 kb/ps” in fondo uguale a tutti gli altri che abbiamo già scaricato.
Il problema quindi è in parte chi ascolta, e in parte chi vende. E si, le case discografiche, gli artisiti…
Il prezzo di un brano scaricabile da iTunes ( ad esempio ) si aggira attorno all’ euro…non pensate che sia un pò troppo?
Allora, una soluzione infine ci sarebbe pure, anche se un pò complessa da gestire e organizzare.
Innanzitutto, facciamo capire agli utenti del web che scaricando un brano da un circuito P2P ( come emule ) è QUASI SEMPRE senza alcuna forma di copyright.
E quindi? E quindi è semplice: quindi si violano le leggi di copyright, si tolgono tanti tantissimi soldini agli artisti e alle case discografiche, quindi si blocca un “giro economico”, quindi si commette reato. E’, vero si, ma è anche vero che se le case discografiche andessero di più incontro ai loro clienti, magari abbassando il prezzo degli brani scaricabili, si potrebbe molto migliorare.
Ci sarebbero tantissime altre problematiche da affrontare, e non le sto quì ad elencare.
In conclusione, amici, potremo anche fare a meno del vinile ( per chi non piace cmq ), in fondo la qualità per molti non conta più di tanto, o quasi niente, ma non possiamo fare a meno di non spendere un centesimo per ottenere centinaia e centinaia di canzoni che poi spesso se ne stanno racchiuse in cartelle nn aperte da mesi e mesi perchè quella musica nn ci interessa.
Per adesso che la situazione è questa nn possiamo fare a meno di andare avanti così…
Speriamo solo nelle case che capissero davvero quello che vogliono gli utenti degli store on line ( prezzi inferiori a quelli attuali ).
E infine, ragazzi, domandate al nonno, al papà, agli zii se sono disposti a regalarvi quel “piatto” che girava su se stesso depositato da anni in soffitta, rispolveratelo, mettete da parte qualche soldino ogni tanto e siate disposti a fare lo sforzo di comprarvi qualche lp…capirete il sapore della musica e il piacere dell’ascolto…